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Le quattro giornate di Napoli

Una MOC di Stefano Bartolini (Bulow_brick_commander) ricostruisce la battaglia per le strade, con le truppe corazzate tedesche che tentano di forzare una barricata. Si riconoscono le donne che lanciano suppellettili sui nazisti dalle finestre, gli “scugnizzi”, alcuni militari sbandati intenti a manovrare un cannone italiano recuperato.

4 giornate di Napoli: 28 settembre – 1 ottobre 1943.

Napoli fu la prima grande città europea a insorgere contro i nazisti e le autorità fasciste. La città dopo la caduta del fascismo il 25 luglio 1943 maturò un malessere e un bisogno di pace che si univano all’antifascismo. Dopo l’armistizio italiano con gli Alleati annunciato l’8 settembre Napoli conobbe una stagione di terrore nazista, con deportazioni, eccidi, saccheggi e distruzioni, che portò la popolazione a lottare per la propria sopravvivenza.

Dapprima ci fu il rifiuto a rispondere al bando per il lavoro obbligatorio del 22 settembre, e il 24 quello di aderire alla mobilitazione con i tedeschi. Già il 26 dei giovani furono sopresi a sabotare i fili telefonici e uccisi. Lo stesso giorno gruppi di donne assalirono i camion che trasportavano i rastrellati liberandoli. Il 27 la popolazione si procurò le armi da caserme e depositi.

L’insurrezione di sviluppò in forme parallele in zone diverse, coinvolgendo civili, soldati sbandati e gli “scugnizzi” divenuti il simbolo delle giornate. Gli scontri più violenti avvennero nella zona del centro storico e a nord della stazione ferroviaria, al Vomero, dove erano stati rinchiusi 47 ostaggi allo stadio, in via Pigna, al ponte della Sanità e lungo la direttrice che da lì raggiunge il mare passando per piazza Dante e via Toledo. I tedeschi tentarono senza successo di forzare le barricate con i carri armati per trarre il salvo il comando assediato in corso Vittorio Emanuele, che trattò la resa e l’evacuazione. La popolazione colpì i nazisti anche lanciando suppellettili dalle finestre. Durante la rivolta continuarono le stragi di civili, come in via Ottaviano e in piazza Ottocalli.

La rivolta fu una guerra patriottica che però non andò oltre la costituzione di comandi zonali, mai unificatisi. Solo alla fine Antonino Tarsia in Curia, uno dei capi più noti della rivolta e comunista, assunse i poteri per il CLN. Gli Alleati trovarono una Napoli già liberata.

Per approfondire

Film

Nanni Loy, Le quattro giornate di Napoli, 1962, visibile gratuitamente su You Tube a questo link

Libri

Aldo De Jaco, Le quattro giornate di Napoli. La città insorge

Istituto nazionale per la storia del Movimento di Liberazione, Atlante storico della Resistenza in Italia

Enzo Collotti, Renato Sandri, Frediano Sessi (a cura di), Dizionario della Resistenza. Volume Primo. Storia e geografia della Liberazione

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