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Gli Alleati entrano a Roma, 4 giugno 1944

MOC di belinb12. La liberazione di Roma fu uno degli episodi principali della Campagna d’Italia della Seconda Guerra Mondiale. Il 4 e 5 giugno 1944 (domenica e lunedì) le truppe americane del generale Mark Wayne Clark riuscirono a superare le ultime linee difensive dell’esercito tedesco ed entrarono in città senza incontrare resistenza, ricevendo l’accoglienza entusiasta della popolazione romana. Il feldmaresciallo Albert Kesselring, comandante della Wehrmacht in Italia, preferì ritirarsi a nord senza ingaggiare combattimenti all’interno dell’area urbana di Roma. Mark Wayne Clark nelle sue memorie di guerra ha affermato: “Non solo volevamo l’onore di prendere la città, ma sentivamo di meritarlo… non solo volevamo diventare il primo esercito in quindici secoli a prendere Roma dal sud, ma volevamo che la gente del posto sapesse che fu la 5a armata a compiere l’impresa”. Le diverse componenti politiche della Resistenza italiana però la pensavano diversamente.

La Liberazione delle città italiane non seguì un’unica tipologia. Ogni città ebbe una sua storia, che dipese dalle circostanze specifiche di tempo e di luogo e dallo sviluppo della lotta antifascista. Ripercorriamo qui brevemente, da sud verso nord, le vicende che portarono alla Liberazione delle più importanti città.

Napoli: Tra il 28 Settembre ed il 1° Ottobre 1943 si svolsero le cosiddette “Quattro giornate di Napoli”. Più una rivolta che un’insurrezione, mancando completamente un piano operativo, degli obbiettivi, una direzione politica e militare, che traducesse in lotta aperta contro l’occupante il sentimento di malessere  ed un certo antifascismo diffuso tra la popolazione. Nella notte tra il 27 ed il 28 vennero asportate delle armi da alcuni depositi tedeschi. La mattina scoppiarono gli scontri in alcune zone. I tedeschi reagirono coi carri armati. Il 29 la rivolta si era già estesa a tutta la città, le barricate si erano diffuse mentre gli scontri aumentavano di intensità. Il comando tedesco restò isolato ed i tentativi di sfondamento delle barricate furono infruttuosi, lasciando però sul terreno numerose vittime.Il 30 i tedeschi trattarono la resa e si ritirarono dalla città, compiendo ancora un ultimo raid ed una razzia intorno a piazza Ottocalli. In città continuarono a combattere ancora alcuni nuclei fascisti fino al 1° Ottobre, quando si costituì il CLN. La mattina dello stesso giorno arrivarono le prime truppe Alleate, che trovano con loro stupore una città già completamente liberata.

Roma: nonostante lo status di “città aperta” Roma venne sottoposta ad una pesante repressione per tutto il periodo dell’occupazione. In città agivano vari organismi, il CLN centrale, i badogliani nel Fronte Clandestino Militare della Resistenza ed il gruppo di Bandiera rossa. Il Vaticano cercava poi di tutelare lo status di città aperta svolgendo un opera di contenimento dell’attività partigiana, essenzialmente ristretta all’azione dei GAP. Frammentazione, repressione durissima, grossa concentrazione di truppe tedesche data la prossimità del fronte, anche dopo il fallito sbarco ad Anzio, furono tutti elementi che giocarono contro la possibilità di organizzare una liberazione autonoma della città, che infatti fu una delle poche a dover aspettare l’arrivo degli Alleati il 4 giugno del 1944 senza insorgere prima, circostanza che fu vissuta come uno smacco da parte delle forze italiane impegnate nella Resistenza. Anche qui i tedeschi in fuga uccisero presso La Storta 15 detenuti politici.

Firenze: la battaglia per la Liberazione di Firenze durò circa un mese, ed insanguinò la città. Per evitare una situazione ambigua come quella di Roma e consapevoli del valore politico e morale che avrebbe assunto, i membri del CTLN (Comitato Toscano di Liberazione Nazionale) decisero di procedere sulla strada dell’insurrezione, superando l’attendismo e dimostrando le capacità di guida del CTLN, che respinse le trattative coi tedeschi e coi fascisti e le spinte al compromesso provenienti dagli ambienti ecclesiastici. La battaglia cominciò gli ultimi giorni di Luglio del 1944. Dal punto di vista militare l’insurrezione non fu un successo, i tedeschi trasformarono dapprima l’Arno, dove erano stati fatti saltare tutti i ponti ad eccezione del Ponte Vecchio, e, dopo l’11 agosto, il torrente Mugnone più a nord, nella linea del fronte, in una guerra di linea in cui le disponibilità di mezzi e la qualità degli armamenti avevano la meglio sulla tecnica della guerriglia partigiana. L’aiuto degli Alleati, che raggiunsero l’Arno il 3 agosto, fu dunque fondamentale. Ma il valore politico della scelta del CTLN, che l’11 agosto si insediò a palazzo Medici Riccardi, sede della prefettura, nel centro cittadino, era intatto. Il CTLN dimostrò di poter guidare la città, nominò i consigli comunali e quello provinciale, e fu a capo anche delle operazioni militari delle formazioni partigiane che da varie località conversero su Firenze. Il 16 agosto il CTLN cedette i poteri agli Alleati che dovettero però riconoscere che le cariche politiche venivano designate dagli appartenenti alla Resistenza. Il18 i tedeschi ripiegarono ulteriormente. La battaglia finì solo il 1° Settembre, con la Liberazione di Fiesole, mentre la ritirata tedesca verso la Linea Gotica si lasciava alle spalle una scia enorme di stragi ed eccidi in tutto il nord della Toscana.

Genova: Il piano per la Liberazione di Genova era stato predisposto già dal 7 Aprile 1945. Il 23 Aprile, in concomitanza con il ripiegamento delle SS verso Milano, seguite dai gerarchi fascisti, le SAP cominciarono a sminare il porto e ad occupare alcuni snodi comunicativi. Tra il 23 ed il 24 le SAP insieme agli operai occuparono alcuni stabilimenti industriali. Il CLN dispose il sabotaggio ed il blocco delle vie di comunicazione per ostacolare e bloccare la ritirata tedesca. Nella notte del 24 prese il via l’insurrezione. La mattina le SAP, rinforzate da civili aggregatisi, occuparono tutti i punti nevralgici sulla città. Nelle montagne dietro la città, dove l’artiglieria tedesca rappresentava una minaccia, le divisioni di montagna partigiana cominciarono una manovra a tenaglia per circondare e disarmare i tedeschi. In città gli scontri si accesero ovunque. La sera del 24 Genova fu liberata. Il 25 i tedeschi accettarono la resa incondizionata. Il 26 le prime truppe Alleate giunte a Rapallo, a sud di Genova, vennero informate dell’avvenuta Liberazione.

Torino: Il 18 Aprile a Torino si svolse uno sciopero generale, preinsurrezionale, che avviò la battaglia per la Liberazione. Come a Genova ed a Firenze, il CLN intendeva procedere alla Liberazione prima dell’arrivo degli Alleati. Il 24 venne dato ufficialmente il segnale dell’insurrezione. Il 26 Aprile i partigiani circondarono la città, dove cominciarono ad entrare il 27. Vennero occupate le fabbriche dove i partigiani si unirono alle squadre operaie interne. I tedeschi cercarono di mantenere il controllo della città ed organizzare la ritirata servendosi di alcuni carri armati, ma l’afflusso costante di partigiani rese sempre più difficili le loro manovre. Nella notte tra il 27 ed il 28 riescirono comunque ad aprirsi una via di fuga. Il 28 Aprile Torino era libera ed il CLN assunse i pieni poteri. Gli Alleati arrivarono solo il 1° Maggio. I tedeschi in ritirata intorno a Torino compirono la strage di Grugliasco, 66 civili uccisi il 29 Aprile, e quella di Santhià, 52 vittime, lo stesso giorno. Solo il 2 maggio, con la resa tedesca, la guerra poteva dirsi finita.

Milano: Mussolini fuggì da Milano il 25 Aprile, dopo che le disperate trattative condotte con il CLNAI presso l’Arcivescovado avevano dato esito infruttuoso. Ma già il 27 fu catturato a Dongo, fucilato ed il suo cadavere esposto a Milano il 28. Negli stessi giorni, tra il 28 ed il 29, le ultime enclaves fasciste e tedesche si arresero. Le SAP liberarono Milano senza ricorrere all’ausilio delle Brigate Garibaldine. Rispetto a Torino i tedeschi si erano già ritirati, e dopo la Liberazione di Bologna il 21 Aprile gli Alleati stavano dilagando nelle val Padana. Un ruolo importante nella Liberazione di Milano fu svolto ancora una volta dai lavoratori, in particolare di quelli di Sesto San Giovanni, che dal 24 furono il motore dell’insurrezione. Importante fu il valore politico della Liberazione di Milano, la “capitale” della Resistenza. Il CLNAI  il 25 Aprile emanò da Milano i tre decreti che conclusero la sua opera legislativa. Assunzione dei poteri civili e militari, riorganizzazione della giustizia ed abrogazione del propagandistico decreto della R.S.I. sulla socializzazione delle imprese istituendo i consigli di gestione.

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