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Public Brickstory?

Negli ultimi anni si è andato affermando l’uso dei lego come strumento per raccontare la storia. I “mattoncini” hanno cioè travalicato, in parte, il semplice gioco, dentro a un quadro più ampio che vede ormai un utilizzo intergenerazionale – che dall’infanzia è passato a coinvolgere anche gli adolescenti e gli adulti – di quello che è diventato un vero e proprio “media” espressivo e comunicativo. Non si tratta di un fenomeno isolato. La dimensione ludica da tempo fa parte a pieno titolo della Public History e della comunicazione storica.

Le potenzialità narrative e partecipative di un gioco che diventa anche un “media” sono evidenti. Oltre a infrangere le barriere generazionali, coinvolgendo e parlando a fasce di età diverse, i mattoncini permettono una rappresentazione immediata di fatti storici, tematiche, personaggi, creando al tempo stesso il contesto di una dimensione aggregativa e partecipativa che necessita intrinsecamente di conoscere la storia, di studiare e documentarsi.

Fuori dall’Italia esistono già da tempo progetti ragionati di quella che, con un gioco di parole finalizzato a evidenziarne la peculiarità, viene definita Public Brickstory. Dal più famoso e consolidato sito Brick to the past a Historysbricks, Public BRICKstory e MiniFig Battlefileds si è allargato lo spazio della Lego History (che copre un vasto spettro di epoche storiche) intorno a cui ruota parallelamente una comunità internazionale che si incontra su social network di natura fotografica, come Flickr o Instagram – che permettono di diffondere le immagini delle proprie creazioni a tema storico – oppure su Twitter, in particolare per i progetti strutturati e ragionati.

Come è evidente, questo fermento rientra nel campo della domanda pubblica di storia, sempre più diffusa come “consumo” culturale, ed in cui gli storici possono portare il loro contributo. Il nostro auspicio è che questo sito possa costituire uno spazio di divulgazione e partecipazione per il pubblico italiano e la comunità dei “costruttori” lego del nostro Paese. Lo abbiamo chiamato Italian BrickHistory proprio per sottolinearne questa sua natura: non si tratta di rappresentare solo la storia italiana (limite che non ci siamo dati), ma di fornire un luogo per le diverse comunità di italiani, siano essi appassionati di storia, costruttori lego, studiosi, docenti o operatori culturali, attorno a cui lavorare sulla Lego History come forma di Public History. In tal senso, non sfuggirà come attraverso i mattoncini sia possibile costruire anche laboratori didattici, di studio e di ricostruzione storica, dove imparare giocando.

Infine, qualche parola su come vogliamo declinare questa attività e su cosa intendiamo quando parliamo di “lego”.

Il termine “lego” oramai non designa più solamente un’azienda, quella nota a tutti che produce i famosi mattoncini, ma è una espressione che individua un gioco che è anche un media. I mattoncini sono diventati cioè un patrimonio culturale diffuso. Il termine “lego” racchiude in sé quindi un’ambiguità che va sciolta: è sia un’azienda che uno strumento. Quando noi parliamo di “lego” ci riferiamo allo strumento. Intorno ad esso esistono ormai altri soggetti che producono bricks non originali (i mattoncini non sono soggetti a copyright in quanto forma geometrica) e si è sviluppato anche un arcipelago di produttori di materiali “compatibili” soprattutto a tema storico – militare ma non solo – definiti Third parts. In ultimo, esiste anche chi dipinge le minifigures o realizza in proprio utensili e accessori per creare i propri personaggi storici. Tutto questo sta producendo una democratizzazione dello strumento. Noi intendiamo includere questo vasto panorama di creazioni e di prodotti nel concetto di Lego History, senza riferirlo a un determinato marchio, proprio perché guardiamo allo strumento culturale nel suo insieme e a tutta la produzione che vi può essere ricondotta, siano essi prodotti di aziende minori o creazioni personali. Approcciamo cioè la Lego History in quanto fenomeno sociale e culturale e strumento per “fare storia” con i mattoncini.

La Storia è per noi, seguendo Marc Bloch, la scienza dell’uomo nel tempo. E poiché le persone vivono in società, la storia si occupa prima di tutto delle società umane. Particolare attenzione sarà quindi dedicata al vasto campo della storia sociale, senza tralasciare il ruolo degli attori storici, la storia politica e culturale, i fatti, gli eventi e le biografie. Ci occuperemo in particolare di quella che in Italia viene definita “storia contemporanea”, che copre il periodo che va dalla Rivoluzione industriale e dalla Rivoluzione francese nel ‘700 fino ai giorni nostri.

Rappresentare la storia giocando, attraverso i mattoncini, non implica solo conoscenza e documentazione ma anche creatività. Una creatività che non va intesa come “ricostruzioni fantasiose” ma come inventiva, capacità di “pensare” una rappresentazione esaustiva, che va di pare passo con la comprensione critica dell’immaginario storico che è già presente nella società, il cosiddetto “senso comune” della Storia. Si tratta quindi di mettere all’opera una “creatività informata”, in cui i processi di creazione di contenuti e apprendimento culturale vanno di pari passo e si facilitano a vicenda. In questo senso, crediamo che le rappresentazioni storiche fatte con i mattoncini debbano essere accurate, ma non devono deviare verso una cura maniacale del dettaglio, che rischia di mettere in secondo piano le vicende storiche che si intende rappresentare. L’accuratezza è un requisito necessario nel processo di “fare storia”, ma non dobbiamo dimenticarci che stiamo utilizzando un gioco, dove una parte è fatta dalla creatività che deve avere il suo spazio. Quello che per noi è importante è ricongiungere l’immaginario alla Storia, creando contenuti che siano in grado di rappresentare e parlare di Storia.

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